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Gianluca Bellassai nasce a Torino il primo aprile del millenovecentosettantotto. Scuole elementari e medie impeccabili, fuoriescono atteggiamenti sovversivi negli anni delle superiori, che non gli impediscono però di diplomarsi al liceo artistico nell’anno del Giubileo. Frequenta il DAMS con indirizzo cinema e quattro anni dopo si laurea all’università di Torino con cento su centodieci. Ogni esperienza porta qualcosa di utile nel bagaglio personale di ognuno. E anche in quello del giovane Bellassai. Grazie agli studi artistici infatti, ha costruito un certo gusto visivo e fotografico dell’immagine; attraverso gli studi al DAMS ha invece consolidato i suoi interessi cinematografici, venendo a conoscenza delle diverse forme d’espressione presenti nella settima arte. La passione per la scrittura è però gagliarda e sempre presente nel Bellassai sin dai tempi della scuola. Mentre i compagni di classe si distraevano dalle lezioni di matematica sparando palline di carta per mezzo di una cerbottana ricavata da una Bic senza cappuccio, lui era lì, testa china, a comporre sul suo diario o sulla Smemoranda altrui. Durante le lezioni d’italiano, invece, è bene specificarlo, era l’unico ad essere attento, mentre i compagni di classe continuavano a distrarsi sparando palline di carta per mezzo di una cerbottana ricavata da una Bic senza cappuccio. No, vi sbagliate, Bellassai non era e non è un Nerd, potete chiedere a chiunque. Duemilatre: anno di svolta in cui si taglia i capelli lunghi che ormai sfoggiava da dieci anni circa. In piena epoca universitaria, appesa quasi definitivamente la matita da disegno al chiodo, scrive e termina Rosso Magenta, il suo primo romanzo. La tesi di laurea (Io e Annie e la teoria della sceneggiatura) verte sul personaggio di Woody Allen. Il regista, ammirato da Gianluca sia come uomo che come artista, si può dire abbia influenzato anche il suo lavoro di scrittura. Il cineasta di New York riempiva (e riempie) le sale proponendo allo spettatore vicende in fin dei conti semplici, che però quasi sempre sbancavano i botteghini. Bellassai è affascinato da questa scelta stilistica: narrare vicende comuni, senza annoiare il lettore, ma anzi coinvolgendolo tramite la caratterizzazione dei personaggi e una buona dose di humor. Due anni dopo Rosso Magenta viene pubblicato. Nel frattempo lavora in diverse produzioni che approdano nel torinese e non solo. Gli ultimi mesi l’hanno visto occupato nelle scenografie della soap Mediaset Centovetrine. Ma sono i lavori dei piccoli registi indipendenti e la collaborazione con cineasti low-budget, quelli che lo soddisfano maggiormente. La voglia di sperimentare di film fatti con quella sana passione che ormai nelle grandi produzioni si è tramutata in stress e routine. A tale proposito Gianluca porta avanti nel frattempo dei progetti personali: firma infatti un documentario e un cortometraggio (vedi sez. altri progetti). Attualmente sta lavorando al suo secondo romanzo, dal titolo ancora indefinito. |
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